Già, ritorniamo al vecchio stile, quello con cui spuntavano parole a ruota sullo schermo, senza la stupida pretesa di comunicare nulla, quello con cui scrivevo di me e basta.
Sono sull'orlo di una crisi di nervi.
Ovvio.
Sono in attesa e l'attesa, si sa, tende a logorare anche a breve termine. Hai presente quelle incessanti musichine in loop sparate a tutto volume nella cornetta prima che risponda l'operatore?
Ecco è così che mi sento.
Ogni giorno si ripropone, a metà tra la mia banale ma adorata vita, riconquistata tra l'altro a fatica, e un Truman show senza Truman.
Giorno dopo giorno appaiono segnali che disturbano la confortante monotonia, mi distolgono dal normale e mi accorgo di cercare la porta rossa, sì, la stessa che tutti vorrebbero aprire per entrare ed io per uscire.
Aspettiamo sempre che qualcosa o qualcuno si muova, che la strada prenda forma davanti a noi e io ho lasciato che il destino facesse il lavoro per me. Mi piaceva assecondare i giorni e assecondare i tempi, i miei e quelli di tutto ciò che avevo intorno.
Ora aspetto si, ma di esplodere.
Qualcuno ha trovato il congegno e mi ha innescata; so che il rumore sarà assordante e i colori accecanti, so che niente avrà lo stesso sapore di prima perché io finalmente inizierò a vivere.
9.24.2009
9.22.2009
8.18.2009
Styskà se mi po tobe
Mani senza meta sul corpo nudo,
mani calde che lasciano segni rossi sulla pelle,
mani, le tue, mi toccano, sfiorano, desiderano.
E tremano.
Dita che suonano sulla tua pancia,
dita curiose annusano gli angoli, fino a perdersi,
dita gelose stringono la carne, sanguina, vivo.
E labbra rosse si schiudono
Labbra che assaggiano. Noi.
mani calde che lasciano segni rossi sulla pelle,
mani, le tue, mi toccano, sfiorano, desiderano.
E tremano.
Dita che suonano sulla tua pancia,
dita curiose annusano gli angoli, fino a perdersi,
dita gelose stringono la carne, sanguina, vivo.
E labbra rosse si schiudono
Labbra che assaggiano. Noi.
8.13.2009
Camminando si accorse di aver perso la via, non ne vedeva più i contorni.
Nella gambe sentiva muscoli affaticati dall'inutile errare e già nel petto ogni respiro suonava sordo.
Vuoto contenitore il cui liquido è stato succhiato via, bevuto a dissetare, finito.
Se ne sta ora dritta in piedi, sembra contare i passi, nella terra non lascia impronta. Gli occhi le si bagnano ancora per lei. Annegò nell'ultimo ricordo.
Nella gambe sentiva muscoli affaticati dall'inutile errare e già nel petto ogni respiro suonava sordo.
Vuoto contenitore il cui liquido è stato succhiato via, bevuto a dissetare, finito.
Se ne sta ora dritta in piedi, sembra contare i passi, nella terra non lascia impronta. Gli occhi le si bagnano ancora per lei. Annegò nell'ultimo ricordo.
8.04.2009
Le parole perdono senso dentro lo sguardo liquido dei due amanti, se ne caricano quando la pelle dei due non ha più il sapore dell'altro.
E carne
e sangue
e respiro
a mescolarsi nel calderone delle anime, si cercano, si leccano, si annusano, si perdono.
A riordinare cio' che per sua natura ordine non ha,
fino ad ottundere i sensi i pensieri si rincorrono.
E carne
e sangue
e respiro
a mescolarsi nel calderone delle anime, si cercano, si leccano, si annusano, si perdono.
A riordinare cio' che per sua natura ordine non ha,
fino ad ottundere i sensi i pensieri si rincorrono.
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