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6.04.2011

6.28.2010

In questo specchio

Passano in fretta
quelle sensazioni che non hanno grandi ossa
quelle conoscenze che non troveranno un volto
perché subito la tua memoria le resetta

fa spazio per quello che conta
e darà due mani su una cosa scritta a penna
cosicché il riflesso più lontano si diffonda
riesca ad illuminare quella piccola risposta

Passano i giorni e già non so più chi sei
ti penso sempre soprattutto quando sto con lei
nei gesti cerco somiglianza e nello sguardo
la stessa luce intensa e calda di quel giorno

Passano i giorni e già non so più chi sei
chissà se stai cercando un po' di me dentro lui
l'inizio di una nuova fase in cui trovare
chi possa amarti senza darti mai una buca

Puoi sminuire tutto quello che è successo
ci provo anch'io lo sai, faccio lo stesso
ma non riesco mai ad odiare quello sguardo
che mi hai lasciato tempo fa in questo specchio

Potrai pensare che non voglio più sapere
cos'è rimasto del mio spazio nel tuo cuore
mi serve ancora tempo per poter capire
e me ne accorgo adesso che stai per volare via

Quello che resta
ti ritorna quando l'altro neanche se l'aspetta
quando l'abitudine diventa la giustizia
quando basta un otto a far esplodere la stanza


Per questo rimani in finestra
lasci alle persone il tuo coprire la distanza
mascheri il disagio con la tua autosufficienza
riempi gli scaffali con dei libri di partenza

Passano i giorni e già non so più chi sei
ti penso sempre soprattutto quando sto con lei
nei gesti cerco somiglianza e nello sguardo
la stessa luce intensa e calda di quel giorno

Passano i giorni e già non so più chi sei
chissà se stai cercando un po' di me dentro di
lui
l'inizio di una nuova fase in cui trovare
chi possa amarti senza darti mai una buca

Puoi sminuire tutto quello che è successo
ci provo anch'io lo sai, faccio lo stesso...
ma non riesco mai ad odiare quello sguardo
che mi hai lasciato tempo fa in questo specchio.


Potrai pensare che non voglio più sapere
cos'è rimasto del mio spazio nel tuo cuore
mi serve ancora tempo per poter capire
e me ne accorgo adesso che stai per volare via
via da me


Otto Ohm

6.14.2010

Ed ecco a voi: l'ora dello sproloquio.

Ogni tanto è necessaria, forse più di ogni tanto, forse più di un'ora.
A pancia in giù, io stesa sul letto spengo la luce. Tanto le dita hanno imparato a ritrovare il posto in cui abitano le lettere sulla tastiera.
Forse inciamperanno, ma i pensieri lo fanno di continuo...quindi è perfetto.
In attesa di una nuova partenza, col sole di domani che sembrerà più caldo che mai e l'aria immobile mi toglierà la voglia di correre.
Eh, sì, perché in questa vita, forse l'ho capito, è meglio correre.
Bisognerebbe tenere i calzoncini e le scarpe da ginnastica sempre in borsa.
Lavoro, il telefono, le case, il lavoro, il telefono, in macchina verso casa, poi su per le scale, uno yogurt, (perché restano sempre solo alla fragola??) via i jeans e sta finendo, la giornata.
Per vivere questa vita ne basterebbe mezza.

Le cuffiette infilate nelle orecchie e corro, sudando goccioline che non posso asciugare, a combattere contro un tempo piccolo che non vuole passare.

E quando il mio i-pod sbaglia playlist e dopo la sigla di Pollon persino il silenzio s'azzittisce per far cantare ad Ani Di Franco la sua "storia" è arrivato il momento di chiudere gli occhi e di provarci, almeno provarci, a fermarsi un po'.

Notte.

4.23.2010

Ci sono certe mattine, tipo questa, in cui mi sveglio più stanca di quando mi sono infilata nel letto la notte prima. I muscoli delle gambe, della schiena, delle braccia e persino del petto si lamentano di me, gli occhi non si aprono e i capelli...beh eviterò gli specchi della casa con estrema accuratezza.
Tu hai occupato tutto lo spazio ora che mi sono alzata e....inizierai a dormire sul serio. Io che butto giù i piedi dal letto riesco a prender forza solo toccando il marmo gelido del pavimento. Riesco a sognarti solo ora che condividiamo il sonno. Il mio letto è troppo stretto.
Mi addormento sempre per prima, ti lascio a veglia della mia vita nuda, guardiana di un luogo che tanto non c'è...per nessuno, oltre me.

Buonanotte, buongiorno.

4.12.2010

Odio la mia vita perchè è suonata la sveglia ed io volevo dormire.
Odio sognarti la notte e il mal di testa che mi lasci, anche se è l'unico che resta a farmi compagnia.
Odio di già quell'ufficio, la poca luce e la password d'accesso.
Inizio oggi ad odiare il mio letto. Singolo.
Odio gli occhi che ridono ma non dicono niente, le sue bugie e pure le mie.
Odio la mia vita che intaso col niente e ogni oggi in cui il cielo è nero.


Il problema poi è che non sono capace...io non odio mai nulla davvero.

Sono sempre troppo fuori e troppo poco dentro....
io so quanto spazio occupo lì fuori ma oggi...sento l'anima pesare più di me.
Io, quella che nelle foto in costume si nasconde la pancia con le braccia,
io, quella che in classe è seduta giù, in fondo, e sa la risposta ma non alza la mano.
Io sono quella simpatica e coscienziosa, non faccio mai tardi la notte e ad arrabbiarmi con gli altri non m'hanno nemmeno insegnato come si fa.
Giulia s'adatta. Giulia s'è rotta.

Odio la mia vita perché pensavo...e invece no.

3.07.2010

Questa è veramente solo per te.
Non saprei cos'altro regalarti.
Ti avverto però che per ora io non so nemmeno cosa scrivere sul biglietto...



Si, ok, non è il tuo compleanno.
Ah, quantrilla, di certo non sarà per la festa della donna, che per inciso insieme a quella della mamma, degli innamorati e del papà, rimuoverei dal calendario...proporrei un referendum in proposito...Sto divagando.


Ti ho incartato: un respiro profondo, un pensiero felice, un bacio e un gelato.
Ora tu inizia da dove vuoi...occhio che il gelato si squaglia eh!
Niente di speciale.
Però ora è tutto tuo.

2.05.2010

Giulia...oh, mia cara!

Mi sento...ciancicata.

Hai presente i panni quando escono dalla lavatrice o....che ne so, le lenzuola del letto la mattina? Quando ti alzi per fare pipì e per sbaglio alzi la testa nel momento sbagliato, ti guardi allo specchio e vedi i segni del cuscino sul viso, gli occhi cisposi, le labbra secche e il segno del ciondolo tatuato sul collo?
Già, come se qualcuno t'avesse strizzato per tutta la notte. Ma non ti fosse affatto piaciuto.

Non mi era mai capitato prima, ti ho sognata stanotte.
Momento incongruo e inaspettato.

Spesso mi ritrovo con la testa inclinata, verso la spalla sinistra, mentre scrivo, quando ascolto la musica, mentre guido, se ci penso, quando chiami. Mi sono mangiata le mani fino a farle sanguinare, arrotolata nei pensieri fino a non trovarne più il principio, ho sentito le budella lamentarsi di me.
Non so più stare bene.

Forse ho sorriso però, stanotte.

1.13.2010

Sogno

Qualcuno dovrebbe spiegare al mio inconscio che dopo giorni, forse settimane, di inattività notturna non può risalire a galla con cose anche solo vagamente attinenti alla realtà. Io voglio sognare di volare inguainata in una tutina nera, secca come un chiodo, con una mantellina viola che mi darebbe di certo quel tocco trash di cui ho bisogno. Voglio parlare il tedesco e vivere a Berlino. Voglio andare Woodstock. Voglio starmene su un prato a giocare con mia figlia.
Sì, insomma, vorrei sognare cose surreali. No, perché...magari ricordo male ma...io ero rimasta al fatto che il sogno fosse l'irreale che sembra reale e invece nei miei succede tutto il contrario.

Cerco sul vocabolario, ultimamente è la mia specialità.

Sogno: s.m. 1. serie di immagini che al di fuori del controllo della coscienza e della volontà si presentano durante il sonno in una successione generalmente non regolata dalle leggi della logica. 2. Immaginazione vana di cose desiderate e irrealizzabili o considerate tali; dolce illusione.

Ecco, dolce illusione. Dai, dai, ti prego, almeno mentre dormo.

1.04.2010

Mio padre chatta, in un ridicolo inglese, con una tipa canadese. Dice che vuole scoprire i trucchi di un gioco su internet. A volte lo vorrei abbracciare forte.

Mia madre lava i piatti. Mi chiedo a che pensa, a chi pensa e sempre, continuamente, ossessivamente, cosa pensa di me.

Mia sorella sembra finalmente felice. Vorrei riuscire a dirle che può parlare con me, soprattutto quando non lo è.

E io...

Io mi siedo e schiaccio PLAY

5.14.2009

waiting for...

Quella notte non fece sogni.
Lei con l'anima persa in un corpo troppo grande,
si sentì piena...nuda e assonnata.

Quella notte non fece sogni.
Lei dormì un sonno scuro e sicuro.
Scese dal letto ancora piena di sè,
scivolando in un altra giornata....assonnata.